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mapMessa Concelebrata
Domenica ore 10:30

In questi giorni la Liturgia della Parola ci sta riproponendo alcuni episodi della vocazione di Mosè.
Il giovedì della XV settimana del Tempo Ordinario (18 luglio 2019) abbiamo letto: «Dirai agli Israeliti: “Il Signore, Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe, mi ha mandato a voi”» (Es 3,14).

È difficile amare gratuitamente, amare come Dio ci ha amato. La terra è piena d'ingiustizia e di guerra, povera di pietà e compassione.
Il mondo ha bisogno del coraggio e della speranza portati dai cristiani, sostenuti dalla Spirito.

«In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà» (Gv 16,23)

Pubblichiamo l'omelia tenuta dal p. Abate durante la celebrazione eucaristica del 1 giugno, memoria di san Giustino martire.

Gesù ha una novità per i suoi discepoli: afferma che la loro preghiera diventerà più efficace se sarà rivolta al Padre nel suo nome. È un modo per ribadire la sua profonda intimità con Dio e la sua relazione speciale con Lui. Gesù si presenta come mediatore tra Dio e gli uomini, colui che fa da ponte fra noi e Dio (il pontefice): fino ad allora la preghiera era rivolta al Dio di Israele, prevalentemente nel tempio e con sacrifici e offerte (una preghiera solenne e rituale). Il discepolo è chiamato a chiedere al Padre nel nome di Gesù, a pregare Dio attraverso il Maestro. Per questo le nostre preghiere liturgiche terminano sempre con l'invocazione «Per Cristo Nostro Signore», cui rispondiamo molto spesso con un distratto e spento «Amen» (che dovrebbe invece esprimere con forza tutta la nostra approvazione!).

L'ascensione di Cristo, narrata in Luca 24,50-53 e Atti 1,6-11, porta a conclusione l'esistenza terrena di Gesù e segna l'entrata definitiva dell'umanità di Gesù nel dominio celeste di Dio, celato agli occhi degli uomini.
L'ascensione non è un fenomeno nell'ordine dei sensi, ma ci immerge nel mistero di Dio, sottolineando l'esaltazione di Cristo (un altro modo per parlare della sua risurrezione dai morti) e il suo ingresso nella gloria alla destra di Dio.

Sul nostro Monastero

Accostandoti al monastero ed entrando nella sua chiesa, dove in certe ore del giorno è possibile assistere alla preghiera corale della comunità monastica, ti sarai forse chiesto: Chi sono i monaci? Che cosa fanno? Come vivono? Sono gli stessi monaci che vogliono offrire, assieme al loro cordiale saluto, una breve risposta ai tuoi interrogativi.

croce san benedetto