«Rinnegare completamente se stesso. per seguire Cristo»
(Dalla Regola di San Benedetto 4, 10).
«Riporre in Dio la propria speranza»
(Dalla Regola di San Benedetto 4, 41).
Dom Paolo Maria Gionta
La figura di san Benedetto – come tutti noi sappiamo – è gigantesca: la si può approcciare da diversi punti di vista: il santo che ha dato completamente e senza riserve la vita a Dio; il legislatore che con la sua Regola ha indicato la via a molti dei suoi contemporanei e, nel corso dei secoli, a migliaia di altre persone; il padre di monaci, monache, laici che hanno visto in lui, non solo un maestro, ma anche un protettore e un patrono presso il Signore; colui che la Provvidenza ha chiamato per riconciliare, ai primordi dell'Europa, popoli diversi alla luce del Vangelo.
La spiritualità di Benedetto, attraverso la sua Regola, potrebbe anch’essa offrire spunti pressoché infiniti di riflessione. Invece, nella presente circostanza, intendo seguire un percorso breve attraverso cui osservare la ricchezza del suo insegnamento quasi come una persona che, a bordo di un’autovettura, percorre velocemente una lunga distesa di campi e terreni: sebbene non riesca a cogliere la bellezza di tanti oggetti che solo lo sguardo ravvicinato consente di apprezzare, il semplice colpo generale può comunque farla presagire. Per adoperare un’altra immagine, è come se io invitassi adesso a guardare attraverso il buco di una serratura (quelle, si intende, di una volta) per scorgere gli ambienti interni di una casa che, fuor di metafora, è appunto la spiritualità di san Benedetto. Anzi, di questi buchi di serratura, vorrei prenderne due affinché, da due diversi punti di vista, meglio appaia la grandezza – semplice e variegata allo stesso tempo – della spiritualità di Benedetto.
Le Edizioni La Scala hanno pubblicato un nuovo volume: "Christianus", scritto da Anscar Vonier, abate dell’abbazia inglese di Buckfast e una delle voci teologiche più originali nel cattolicesimo della prima metà del Novecento.
Il volume Christianus, che appare per la prima volta in lingua italiana, per la cura del nostro Padre Abate, Paolo Maria Gionta, rappresenta uno dei suoi scritti più maturi dell'Autore: vi sono delineati gli aspetti più importanti e caratteristici della fisionomia spirituale del credente, alcuni dei quali – non solo ai suoi tempi, ma anche ai nostri giorni – appaiono originali, se non inediti: ad esempio, la spiegazione del senso autentico della gioia cristiana o la dimensione corporativa dell’esistenza e della santità dei discepoli di Gesù, per i quali essere e sentirsi parte di un popolo speciale, che è la Chiesa, non è cosa facoltativa, ma realtà irrinunciabile.
L’Autore passa in rassegna anche altri aspetti più consueti dell’esistenza cristiana, sempre in maniera sorprendentemente innovativa, lasciando al lettore l’impressione di rendersene conto per la prima volta. Ci ricorda inoltre con convinzione ed entusiasmo, quanta ricchezza sia racchiusa nel mistero di Cristo, a partire dal dono di incontrarlo vivo e vero nel sacramento del suo Corpo e del suo Sangue. Si tratta dunque di un’opera tramite cui ci è concesso di riscoprire la bellezza di credere e di vivere da discepoli del Signore. Del volume, padre Gionta ha curato la traduzione e scritto l'introduzione e le note.
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Si terrà dal 3 all'8 agosto prossimi la XIV edizione del Corso di canto gregoriano nel Monastero del Benedettini Madonna della Scala di Noci.
Tutte le informazioni sono nel documento allegato.
Accostandoti al monastero ed entrando nella sua chiesa, dove in certe ore del giorno è possibile assistere alla preghiera corale della comunità monastica, ti sarai forse chiesto: Chi sono i monaci? Che cosa fanno? Come vivono? Sono gli stessi monaci che vogliono offrire, assieme al loro cordiale saluto, una breve risposta ai tuoi interrogativi.
