«Rinnegare completamente se stesso. per seguire Cristo»
(Dalla Regola di San Benedetto 4, 10).
«Riporre in Dio la propria speranza»
(Dalla Regola di San Benedetto 4, 41).
Sì, ho bisogno di tanta forza. Le difficoltà, piuttosto che diminuire, tendono ad aumentare, come un deposito bancario che frutta di per sé. La forza non la posso trovare altro che nell’Eucarestia, nella Comunione con Te che vieni e quasi mi assorbi in Te.
Quanta forza ricevevano i santi dalla Comunione, quante difficoltà di ogni ordine riuscivano a superare! Senza l’Eucarestia erano perduti, deboli, fiacchi, tentati, vinti.
Come il calore del sole rinvigorisce le piante, le fa nascere, porta a maturità ogni frutto, così l’Eucarestia porta vigore, vitalità, energia, zelo, slancio gioioso a chi le si accosta con fede e amore.
È temerario chi si addentra in una foresta selvaggia disarmato e privo di qualunque equipaggiamento. Il cammino dell’uomo oggi sulla terra è qualcosa di simile a questo, e senza il vigore, il coraggio, l’energia, la forza di volontà, che gli somministra l’Eucarestia, va incontro a sicura disfatta.
In guerra ai soldati, mandati ad affrontare la morte, danno forti dosi di alcolici per spingerli a disprezzare il pericolo. E tutto per acquistare un fazzoletto di terra, una migliore posizione. Per me si tratta della vita eterna, e l’unica forza è l’Eucarestia, la Comunione ben fatta. Ma la Bontà di Dio è immensa: insieme all’Eucarestia come guida alla Vita Eterna, mi dà pure il validissimo aiuto della Mamma, la dolce Vergine Maria!
(1° gennaio 1977)
Camminare incontro al Signore! La vita cristiana è una vita dinamica, è un pellegrinaggio con dubbi e sacrifici, scomodità, sorprese, insidie, bellezze, gioie: un pellegrinaggio verso la vera terra promessa.
La sicurezza del cammino viene data dalla competenza della guida, per cui uno le si affida incondizionatamente. È quanto vuole il San Benedetto che desidera che i suoi monaci camminino e si affidino all’Abate. Anzi, egli va oltre, desidera il suo monaco un podista vero e proprio. Non basta «camminare» incontro al Signore, bisogna <correre> (dal Prologo: «Correte mentre avete la luce, perché non vi sorprendano le tenebre della morte… e non ci si arriva se non si corre con la pratica delle buone opere»). Il cammino benedettino è motivato da una triplice aspirazione animata dall’ardore: la sollecitudine, la cura, il desiderio forte e costante della ricerca di Dio nella vita di lode a Dio, nell’obbedienza e nell’umiltà.
Camminare incontro al Signore. È quanto, consapevoli o meno, facciamo in questa vita: ogni minuto, che passa, vado incontro a Dio; anche non volendo, sono portato dal trascorrere inesorabile del tempo. Allora quel che conta è preparare bene questo incontro. Il mio comportamento giornaliero e la carità danno l’andatura del mio camminare incontro al Signore; l’Eucarestia mi dà l’esperienza quotidiana dell’incontro con Cristo e alimenta la speranza, il desiderio di essere sempre con il Signore, nella gioia di possedere la vita eterna, che è pace, tranquillità dell’anima. Che i miei occhi siano sempre rivolti al Signore!
(2 febbraio 1977)
![]() |
Da sabato 28 febbraio 2026 (ore 9:00) a domenica 1 marzo 2026 (ore 15:00) presso la nostra Abbazia si svolgerà un week-end di spiritualità e condivisione aperto a tutti! |
«Quando venne la pienezza del tempo,
Dio mandò il suo Figlio» (Gal 4,4)
La quaresima, tempo favorevole per radicare la nostra vita in Cristo
Meditazioni di d. Giulio Maria Vichi osb:
sabato ore 9:30 e 17:00; domenica ore 09:00.
S. Messa sabato: ore 12:00.
S. Messa domenicale: ore 10:30.
Accostandoti al monastero ed entrando nella sua chiesa, dove in certe ore del giorno è possibile assistere alla preghiera corale della comunità monastica, ti sarai forse chiesto: Chi sono i monaci? Che cosa fanno? Come vivono? Sono gli stessi monaci che vogliono offrire, assieme al loro cordiale saluto, una breve risposta ai tuoi interrogativi.
