Ecco un bell’atto di volontà e di umiltà: riconoscere che sono sempre lo stesso e faccio solo passi da bambino incerti e malsicuri. Ciò non significa misconoscere i doni, le grazie, l’aiuto di Dio, ma constatare il mio poco impegno.

Ricominciare sempre, ogni giorno, più volte al giorno un lavoro manuale arreca noia, come nei lavori in serie. Ma non è così nel lavoro spirituale, un lavoro fatto su ordinazione dello Spirito Santo, dietro suo suggerimento e col suo particolare aiuto. Non c’è quindi pericolo di annoiarsi o di stancarsi; sempre c’è del nuovo, anche si trattasse delle stesse identiche pratiche giornaliere.

Però nel ricominciare c’è il pericolo di non porre l’attenzione, l’applicazione della prima volta e quindi anche le cose più sante e gli esercizi più devoti rischiano la svogliatezza e la dissipazione.

Ricominciare nella vita spirituale comporta tanta fatica, coraggio, volontà, perché mentre prima tutto si compiva portati dall’entusiasmo, ora bisogna compierlo con una certa imposizione che uno fa a se stesso.

Eppure a chi si è fermato, a chi ha voluto sedersi, ossia vivere una vita di compromesso, si impone il dovere di “ricominciare” quanto prima, perché il tempo vola: “Recupera il tempo perso!”.

(1° gennaio 1981)

Sul nostro Monastero

Accostandoti al monastero ed entrando nella sua chiesa, dove in certe ore del giorno è possibile assistere alla preghiera corale della comunità monastica, ti sarai forse chiesto: Chi sono i monaci? Che cosa fanno? Come vivono? Sono gli stessi monaci che vogliono offrire, assieme al loro cordiale saluto, una breve risposta ai tuoi interrogativi.

madonna della scala e ges bambino