5.30 Ufficio delle letture
7.15 Lodi mattutine
12.45 Ora media
16.00 Vespri
18.30 S. Messa concelebrata
20.55 Compieta
segue Grande Silenzio
12.00 S. Messa concelebrata (anziché alle 18.30)
7.30 Lodi mattutine (anziché alle 7.15)
10.30 S. Messa concelebrata
17.00 Vespri solenni (anziché alle 16.00)
18.30 S. Messa
Accostandoti al monastero ed entrando nella sua chiesa, dove in certe ore del giorno è possibile assistere alla preghiera corale della comunità monastica, ci si può chiedere: “Chi sono i monaci? Che cosa fanno? Come vivono?”.
La vita monastica che conduciamo prende ispirazione dalla Regola di S. Benedetto (sec. VI) e noi ci impegniamo ogni giorno ad attualizzarla ai nostri tempi.
Per S. Benedetto, colui che si presenta al monastero per diventare monaco, deve avere un requisito fondamentale: deve mostrare di cercare veramente Dio. Senza questo desiderio non ci può essere vita monastica. Ma a Dio non si va da soli. Per questo lo stesso S. Benedetto stabilisce nella sua Regola una vita comunitaria nella quale ci si aiuti gli uni gli altri nel cammino che da questa vita conduce all’incontro col Padre.
Dunque, l’amore a Dio e ai fratelli, sintesi della vita cristiana, è il fondamento e il senso della vita in monastero: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore… E il prossimo tuo come te stesso» (Mt 22,37.39).
La preghiera è lo strumento più importante per incontrare Dio e stabilire l'unità di una comunità monastica. Essa nasce dall'ascolto della Parola di Dio, letta e meditata nel silenzio interiore, è risposta a questa Parola, effusa nel cuore.
Nella preghiera, che riveste anche la forma d'intercessione, i monaci sono chiamati a rendersi presenti alle necessità della Chiesa e del mondo, ricordando a Dio le angustie e le difficoltà degli uomini loro fratelli.
La preghiera manifesta la sua capacità di fondare la comunione fraterna soprattutto nella liturgia, dove l'intera comunità si raduna per ascoltare, lodare e ringraziare il Signore.
Per S. Benedetto, colui che si presenta al monastero per diventare monaco, deve avere un requisito fondamentale: deve mostrare di cercare veramente Dio (RB 58,7). Senza questo desiderio non ci può essere vita monastica. Ma a Dio non si va da soli. Per questo lo stesso S. Benedetto stabilisce nella sua Regola una vita comunitaria nella quale ci si aiuti gli uni gli altri nel cammino che da questa vita conduce verso l'incontro col Padre. L'amore a Dio e ai fratelli, sintesi della vita cristiana, è il fondamento e il senso della vita in monastero.
Il Padre Abate Dom Paolo Maria Gionta O.S.B.
Il Padre Abate è nato a Genova il 14 settembre 1966; nella sua città natale ha abbracciato la vita monastica entrando nell’Abbazia di S. Maria della Castagna (Genova Quarto) dove ha emesso la sua professione solenne il 6 gennaio 1993. Nella medesima città ha compiuto gli studi teologici, poi perfezionati a Roma con un dottorato in teologia morale presso la Pontificia Università della Santa Croce, presentando una tesi dal titolo Le virtù morali nel pensiero di D. Columba Marmion.
Per diciassette anni (2002-2019) ha svolto il ruolo di Priore presso il monastero di Novalesa (TO). Dopo aver trascorso due anni nel monastero abruzzese di S. Maria dei Miracoli (CH), P. Paolo Maria si è trasferito a Roma per assolvere l’incarico di Procuratore generale della nostra Congregazione Sublacense-Cassinese presso la Curia generalizia di S. Ambrogio. Nella Città eterna ha prestato contemporaneamente il suo servizio, in qualità di docente, presso il Pontificio Ateneo di Sant’Anselmo, l’università benedettina dell’Urbe, tenendo corsi su temi di spiritualità monastica contemporanea.
Il Padre Abate è stato eletto dalla comunità il 7 agosto 2024 e ha ricevuto la benedizione abbaziale il successivo 26 ottobre.
La Comunità
La comunità è composta attualmente di 11 professi solenni e un oblato regolare.

Accostandoti al monastero ed entrando nella sua chiesa, dove in certe ore del giorno è possibile assistere alla preghiera corale della comunità monastica, ti sarai forse chiesto: Chi sono i monaci? Che cosa fanno? Come vivono? Sono gli stessi monaci che vogliono offrire, assieme al loro cordiale saluto, una breve risposta ai tuoi interrogativi.
