Camminare incontro al Signore! La vita cristiana è una vita dinamica, è un pellegrinaggio con dubbi e sacrifici, scomodità, sorprese, insidie, bellezze, gioie: un pellegrinaggio verso la vera terra promessa.
La sicurezza del cammino viene data dalla competenza della guida, per cui uno le si affida incondizionatamente. È quanto vuole il San Benedetto che desidera che i suoi monaci camminino e si affidino all’Abate. Anzi, egli va oltre, desidera il suo monaco un podista vero e proprio. Non basta «camminare» incontro al Signore, bisogna <correre> (dal Prologo: «Correte mentre avete la luce, perché non vi sorprendano le tenebre della morte… e non ci si arriva se non si corre con la pratica delle buone opere»). Il cammino benedettino è motivato da una triplice aspirazione animata dall’ardore: la sollecitudine, la cura, il desiderio forte e costante della ricerca di Dio nella vita di lode a Dio, nell’obbedienza e nell’umiltà.
Camminare incontro al Signore. È quanto, consapevoli o meno, facciamo in questa vita: ogni minuto, che passa, vado incontro a Dio; anche non volendo, sono portato dal trascorrere inesorabile del tempo. Allora quel che conta è preparare bene questo incontro. Il mio comportamento giornaliero e la carità danno l’andatura del mio camminare incontro al Signore; l’Eucarestia mi dà l’esperienza quotidiana dell’incontro con Cristo e alimenta la speranza, il desiderio di essere sempre con il Signore, nella gioia di possedere la vita eterna, che è pace, tranquillità dell’anima. Che i miei occhi siano sempre rivolti al Signore!
(2 febbraio 1977)
