Riprende l'anno sociale degli Oblati della Madonna della Scala di Noci con il primo ritiro in Abbazia, aperto dalla relazione del padre Abate, Paolo Maria Gionta. Il filo conduttore delle relazioni sarà la Regola di San Benedetto, a cominciare dal Prologo e dai suoi primi 22 versetti: si tratta – ha spiegato – di «un testo ricchissimo e profondissimo, sia per il suo messaggio, sia perché ha ispirato, nel corso di circa 1500 anni, tutta una serie di riflessioni, di cammini di vita; è dunque carico della forza di santità che generazioni e generazioni di uomini e donne hanno depositato in questi versetti, in queste pagine, in queste parole».

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San Benedetto ci insegna «l’attitudine all’ascolto», «ad aprire le orecchie e soprattutto il cuore: questo è il fondamento dell’edificio spirituale e della vita monastica, senza di ciò non ci può essere monaco, anzi – ha concluso padre Gionta – non ci può essere cristiano». 

L'oblato benedettino

L’oblato benedettino secolare è “il cristiano, uomo o donna, laico o chierico che, vivendo nel proprio ambiente familiare e sociale, riconosce e accoglie il dono di Dio e la sua chiamata a servirlo, secondo le potenzialità ed esigenze della consacrazione battesimale e del proprio stato; si offre a Dio con l’oblazione, ispirando il proprio cammino di fede ai valori della S. Regola e della Tradizione spirituale monastica”

(Statuto oblati benedettini secolari italiani, art. 2)

croce san benedetto