Il santo abate Antonio, quando stava nel deserto, cadde nell’accidia e in grande oscurità di pensieri; lo disse a Dio: «Signore, voglio essere salvato, ma i miei pensieri non me lo permettono; che farò nella mia afflizione? Come salvarmi?». Un po’ più tardi si alzò e uscì fuori.

Si accorse allora che qualcuno che somigliava a lui era seduto e lavorava, poi si alzava dal suo lavoro e pregava; quindi, sedendosi di nuovo, intrecciava una corda e poi si alzava ancora per pregare. Era un angelo del Signore che era stato inviato ad Antonio per ammaestrarlo. Intese allora l’angelo dirgli: «Fa’ lo stesso e sarai salvo!». A queste parole egli si riempì di una grande gioia e fiducia. E, così facendo, si rimise sulla via della salvezza (Antonio, 1).

 

 

Sul nostro Monastero

Accostandoti al monastero ed entrando nella sua chiesa, dove in certe ore del giorno è possibile assistere alla preghiera corale della comunità monastica, ti sarai forse chiesto: Chi sono i monaci? Che cosa fanno? Come vivono? Sono gli stessi monaci che vogliono offrire, assieme al loro cordiale saluto, una breve risposta ai tuoi interrogativi.

madonna della scala e ges bambino